PENSIONI E QUOTA 100

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Quota 100: che cos’è?

 

Più di  5.000 mila domande al giorno nelle prime 72 ore, quasi 40.000 mila in meno di due settimane. Una vera e propria corsa verso quota 100, ma di cosa si tratta? E’ un provvedimento che introduce in via sperimentale per i prossimi tre anni il diritto alla pensione anticipata per i lavoratori con almeno 62 anni di età e un’anzianità contributiva minima di 38, ovvero i due parametri che sommati costituiscono il traguardo da raggiungere di quota 100. Ci sono alcune piccole agevolazioni per le donne e per i lavoratori precoci: le prime potranno anticipare la pensione di 58 e i 59 anni di età con almeno 35 di contributi, i secondi potranno ritirarsi con un’anzianità contributiva di 41 anni. Il Decreto del governo introduce per il momento anche la possibilità per gli under 45 di riscattare gli anni di studio per la laurea a condizioni agevolate. E via libera alla così detta “pace contributiva”, la possibilità di sanare eventuali periodi scoperti dalla contribuzione con una detraibilità dall’irpef del 50% per gli importi versati.

 

Conviene quota 100?

 

Se si confronta l’assegno di un pensionato quota 100 con l’assegno che lo stesso pensionato prenderebbe con la legge Fornero, la differenza potrebbe essere anche quasi 200 euro in meno per il primo. Ma facciamo un esempio:

Pensione legge Fornero

  • Lavoratore dipendente: 25.000 euro l’anno di stipendio - 67 anni di età = 1.367,00 euro al mese

 

Pensione quota 100 ( anticipazione di 5 anni)

  • Lavoratore dipendente: 25.000 mila euro l’anno di stipendio 62 anni di età = 1.085,00 al mese

Perderebbe quindi 200 euro al mese di assegno pensionistico, questo però non è sufficiente perché nel calcolo dei costi e benefici bisogna tener conto che in questa seconda ipotesi il lavoratore prenderà 5 anni in più di pensione. Se il lavoratore vive fino a 85 anni ha preso più soldi andando in pensione con quota 100, se vive  invece oltre gli 85 anni tanto più vive tanto più guadagna se va in pensione con le regole previste dalla legge Fornero.

 

Altri aspetti

 

Ci sono altri due aspetti da non sottovalutare:

  1. Per raggiungere la soglia dei 38 anni di contributi previsti per quota 100 non si possono conteggiare i periodi versati nella casse previdenziali dei liberi professionisti
  2. Fino al raggiungimento dell’età  per la pensione di vecchiaia la riscossione dell’assegno di pensione quota 100 non è cumulabile con altri redditi da lavoro dipendente o autonomo a meno che non si tratti di un impiego occasionale.

Qualche paletto sì dunque nella convenienza di quota 100 eppure se facciamo i conti con le altre agevolazioni previste nel Decreto lo scenario assume un profilo diverso:

  • Chiudere 5 anni di buchi contributivi per un lavoratore con un reddito di 20mila euro costa circa 33 mila euro; il costo in realtà è dimezzato perché la metà si trasformano in sgravio fiscale.
  • Il riscatto della laurea costa circa 26mila euro, per laurea quinquennale, con uno sconto fiscale di circa 5mila euro, quindi il costo reale è di circa 20/21mila euro. Queste possibilità vanno ad incrementare il vantaggio in termine economico per chi decide di beneficiare di quota 100.

 

Come gestire il flusso delle domande?

 

Che ci sia o meno convenienza nell’aderire a quota 100 resta il fatto che la risposta degli italiani è stata massiccia fin da subito. Le stime iniziali del governo prevedono che in totale nei prossimi tre anni circa un milione di lavoratori potrebbe anticipare il momento della pensione grazie alle nuove regole, ma a conti fatti questi potrebbero diventare molti di più e da qui il dubbio che siano presto introdotti dei correttivi per rallentare il flusso delle domande e garantire nel tempo la sostenibilità di quota 100.

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