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Il futuro dei figli e la loro istruzione

 

Un tema che tocca da vicino moltissime famiglie italiane è il futuro dei figli. Il pensiero ricorrente è quello di riuscire a stare al passo in un mondo che cambia, a livello economico politico e sociale. Come aiutarli nelle loro scelte più determinanti avendo già previsto la parte economica necessaria per realizzare i loro sogni? L’istruzione prima di ogni cosa. La scuola di oggi ci insegna che dobbiamo essere preparati perché, che ci piaccia oppure no, esiste un mercato globalizzato e competitivo e la loro sfida sarà quella di trovare un lavoro gratificante, remunerativo e stimolante. E’ nostra responsabilità assicurare loro una buona preparazione scolastica e se fosse possibile anche la possibilità di fare esperienze lavorative all’estero. Lungimirante è la parola chiave per il genitore: una buona pianificazione finanziaria è la base che sostiene un progetto di protezione per i figli mettendo a disposizione margini di manovra per intraprendere la propria strada.

 

Un fattore prioritario

 

Per far studiare i nostri figli dovremo fare i conti con le spese universitarie: rette, quota da destinare all’alloggio e al vitto e magari anche alle spese di trasporto. Una famiglia mediamente arriva a pagare più di 71 mila euro per il ciclo di studi di un figlio e questa cifra può cambiare in base al tipo di ateneo scelto (privato o pubblico) e al reddito Isee. Ci sono state varie ricerche che hanno messo nero su bianco i costi che la famiglia sostiene quando uno dei figli inizia il percorso universitario. L’università americana di Harvard è stata messa a confronto con le nostre università italiane evidenziando come i nostri atenei siano molto più economici e quindi accessibili rispetto al modello americano. La retta di 1.028,00 euro circa è la spesa annuale che una famiglia deve sostenere riferita ad una nota università pubblica di Roma (con reddito isee compreso fra i 20 e i 60 mila euro) fino ad arrivare alla soglia dei 2.900,00 circa (per reddito superiore ai 100 mila euro). Se parlassimo invece di atenei privati la retta ovviamente sarebbe molto superiore. Sempre attraverso ricerche si arriva a determinare le spese di vitto e alloggio: nel capoluogo più famoso della regione lombarda servirebbero circa 5400 euro per una stanza in condivisione a cui bisogna aggiungere per il vitto circa seimilacinquecento euro.

 

Come programmo?

 

L’ inflazione è sicuramente un parametro da tenere ben presente insieme all’arco temporale  stimato in 15/20 (nel caso di figli con un età inferiore a 5/6 anni) ed un rendimento molto ipotetico del 3% annuo di rendimento. Quindi per pianificare un investimento abbiamo già tutti i dati che servono considerando che  l’ obbiettivo e i tempi sono ben chiari. L’ idea di base potrebbe essere quella di accantonare inizialmente non una grossa cifra, qualche migliaia di euro e successivamente inserire un contributo mensile minimo continuativo. Possiamo parlare dell’ottenimento di un rendimento nominale molto importante. Fortunatamente il risparmio per questo tipo di investimenti è visto dal 70 per cento degli italiani come  indispensabile. Migliorano gli indicatori di fiducia delle famiglie sui loro bilanci ma abbiamo ancora una forte incertezza per quanto riguarda la ripresa dell’economia. I figli restano uno dei motivi di risparmio principali per milioni di famiglie.

 

Piani di accumulo-PAC-

 

Per garantire ai figli un capitale da utilizzare anche nei momenti di difficoltà creando una specie di salvadanaio, esistono sul mercato strategie di investimento denominati “piani di accumulo”. Devono essere valutati gli aspetti positivi e negativi con cautela e capire se possono o meno essere le strategie che fanno al caso vostro anche perché sono caratterizzati comunque da flessibilità e costi. Versando regolarmente una somma in un fondo o in una gestione patrimoniale o in qualsiasi altro strumento si diluiscono nel tempo gli acquisti finanziari e gli ingressi nel mercato risultano essere molteplici e soprattutto strutturati in diversi momenti: si potrebbero ottenere buone probabilità di riduzione del prezzo medio di acquisto e di riduzione della volatilità e di rischio di investimento. Le perdite risultano essere contenute anche nei maggiori periodi di crisi finanziarie. Avere un piano predefinito potrà ulteriormente aiutare  a non perdere di vista l’obbiettivo poiché questo ridurrà anche la tentazione di disinvestimento nei momenti di mercato negativi o in caso di imporevisti.

Prima di iniziare ad investire dovrete scegliere accuratamente la figura professionale che vi accompagnerà e affiancherà in questo progetto e obiettivo di vita, perché non si tratta di una decisione secondaria o marginale anzi, il nostro ruolo è fondamentale per rendere più sicure e mirate le tue scelte finanziarie quotidiane.

 

 

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